Tesoreria in classe: quando la scuola incontra l’impresa grazie al Progetto Europeo IMPEET

30 Ottobre 2025 - Amedeo Faino

Il racconto di Fabrizio Masinelli, Treasury Manager del Gruppo Panini, che ha portato la gestione della tesoreria tra i banchi di scuola con il supporto di DocFinance.

C’è un’aula, in una scuola superiore italiana, che non assomiglia affatto a un’aula. Ci sono scrivanie, telefoni, computer, persino una rete aziendale europea che collega studenti di diversi Paesi. E poi ci sono loro, ragazzi di 16 o 17 anni che, invece di studiare sui libri, “fanno impresa”: gestiscono vendite, contabilità, magazzino, produzione.
E, grazie a un’idea nata quasi per caso, imparano anche a gestire la tesoreria — quella parte dell’azienda che si occupa di flussi di cassa, previsioni e rapporti con le banche.

Questa storia parte da Fabrizio Masinelli, Treasury Manager del Gruppo Panini, e da una visita a un Open Day.
«Stavo accompagnando mia figlia a conoscere una scuola superiore», racconta Masinelli. «Mi mostrano un progetto che si chiama Simulimpresa, collegato al programma europeo IMPEET, dove gli studenti simulano la gestione di un’azienda vera. È stato un colpo di fulmine».

Fabrizio Masinelli, Group Treasurer Panini S.p.a.

Dall’idea alla realtà: portare la tesoreria tra i banchi

Masinelli, colpito dall’approccio pratico del progetto, propone un passo in più: inserire la gestione di tesoreria all’interno della simulazione.
«Vedevo che i ragazzi facevano contabilità, magazzino, commerciale… ma nessuno parlava di tesoreria. Per loro era solo “guardare l’home banking”. Così ho chiamato Mauro Tranquilli di DocFinance e gli ho detto: perché non portiamo anche questo pezzo del mondo reale in classe?».
DocFinance, software house specializzata in soluzioni di tesoreria, accetta subito la sfida.
Nasce così un percorso formativo che, per la prima volta, avvicina gli studenti alle dinamiche concrete della finanza aziendale: previsioni di cassa, gestione dei movimenti bancari, comprensione di concetti come valuta, data operazione, regole IBAN e anticipi fatture.

Dalla teoria alla pratica: l’impresa “simulata”, ma vera

Il progetto coinvolge ragazzi di terza, quarta e quinta superiore, impegnati per otto ore all’anno su un software di tesoreria vero e proprio.
«Entravano in ufficio vestiti in modo adeguato, con un orario, dei ruoli, delle scadenze», racconta Masinelli. «Era come andare a lavorare. E vedere con quanta serietà lo facevano era commovente».

L’esperienza, oltre che formativa, si rivela sorprendentemente inclusiva

«I ragazzi con più difficoltà scolastiche, quelli che magari non riuscivano a studiare a memoria, si sono scoperti capaci. Lavorare su un sistema metteva tutti sullo stesso piano. Ho visto studenti che in classe arrancavano diventare precisi, rapidi, appassionati. E i professori emozionati».

Tutti conoscono Pirandello, ma pochi sanno cos’è la data valuta

Masinelli riflette con lucidità su un grande vuoto formativo: «A scuola impariamo chi era Pirandello, ma nessuno ci spiega cosa vuol dire avere un conto corrente, o cos’è una data valuta. Eppure tutti, finita la scuola, abbiamo a che fare con una banca». L’obiettivo non era formare futuri cassieri, ma cittadini consapevoli.
«Abbiamo mostrato loro che la finanza non è un mondo lontano, ma qualcosa che ci tocca ogni giorno. E che la precisione, la logica e la previsione sono valori fondamentali, anche fuori dall’ufficio».

Una scuola che crede davvero nei progetti

Uno dei segreti del successo, spiega Masinelli, è stato l’impegno della scuola: «Non era un progetto facoltativo, ma obbligatorio. Gli studenti dovevano farlo. E questo ha fatto la differenza: non era una bella esperienza “extra”, era scuola vera». Il sabato mattina, Masinelli e Tranquilli entravano in aula come consulenti volontari. «Non volevamo nulla in cambio: solo tempo e spazio per lavorare con i ragazzi. È stato un dono reciproco».

L’effetto a lungo termine: cinque anni dopo

A distanza di anni, i risultati parlano da soli. Masinelli racconta un episodio significativo: «Mia figlia, che partecipò al progetto, ha fatto un colloquio di lavoro. Il recruiter, vedendo nel curriculum “progetto di tesoreria con DocFinance”, si è illuminato: “Lo usiamo anche noi!”. Cinque anni dopo, quella voce ha ancora valore».

Formare per il futuro

Per DocFinance, l’esperienza ha confermato che investire sui giovani non è un costo, ma una scelta strategica.
«Mauro Tranquilli lo ha detto chiaramente: il vero problema non è trovare software, ma persone che sappiano usarli. Formare studenti su questi temi significa creare professionisti preparati, pronti a entrare in azienda con competenze concrete». E in effetti, se c’è una lezione che il progetto IMPEET lascia dietro di sé, è questa: l’impresa e la scuola non sono mondi separati — basta una porta aperta, una buona idea e la volontà di condividere conoscenza perché possano parlarsi.

“Economia aziendale è una materia. Tesoreria è la vita reale.” Così sintetizza Masinelli.
E forse, dietro questa frase, c’è l’essenza del progetto: mostrare ai ragazzi che la scuola può insegnare la realtà, non solo raccontarla.

Grazie e buon lavoro!

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30 Ottobre 2025