Insolvency Report 2025: in Italia i casi di insolvenza sono in aumento del 35%

21 Ottobre 2025

Nel suo accurato report annuale, Allianz Trade sottolinea come gli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti potranno manifestarsi pienamente solo nel 2026

Secondo l’ultimo Insolvency Report pubblicato da Allianz Trade, l’Italia si prepara a registrare circa 13.000 casi di insolvenza aziendale nel 2025, con un incremento del 35% rispetto all’anno precedente. Il dato segna il terzo anno consecutivo di crescita e riporta il Paese oltre i livelli pre-pandemia, in linea con la tendenza che interessa gran parte dell’Europa occidentale

Il report del principale assicuratore del credito commerciale indica che tutti i settori stanno contribuendo alla crescita delle insolvenze, con aumenti a doppia cifra in comparti chiave come commercio, costruzioni, manifatturiero e ospitalità. Allianz Trade stima inoltre che il numero di fallimenti resterà elevato anche nel 2026, con circa 13.400 casi (+3%), per poi calare lievemente nel 2027 a circa 12.700 casi (-5%), in un contesto economico più favorevole. 

A livello globale, Allianz Trade prevede un aumento delle insolvenze del 6% nel 2025 e di un ulteriore 5% nel 2026, prima di un possibile punto di svolta nel 2027, quando si attende un lieve calo dell’1%. Si tratterebbe del quinto anno consecutivo di crescita, che porterebbe i livelli globali al 24% sopra la media pre-pandemica.

 

L’effetto ritardato dei dazi e il rischio domino

Nel suo report, Allianz Trade sottolinea come gli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti potranno manifestarsi pienamente solo nel 2026. Per ora, le aziende statunitensi restano relativamente protette grazie all’aggiustamento dei prezzi da parte degli esportatori esteri e al dirottamento dei flussi commerciali verso Paesi terzi come India e Vietnam. Tuttavia, un rallentamento del commercio globale potrebbe colpire più duramente le economie dipendenti dall’export.

Maxime Lemerle, Lead Analyst per la Ricerca sulle Insolvenze di Allianz Trade, evidenzia che “nella prima metà del 2025 gli effetti protettivi dei dazi hanno ridotto le insolvenze negli Stati Uniti di quattro punti percentuali, ma le economie più orientate alle esportazioni — come Canada, Francia e Spagna — potrebbero subire aumenti significativi dei fallimenti aziendali”.

 

Condizioni economiche e credito sotto pressione

Il report segnala tre vulnerabilità chiave per i prossimi anni. La prima riguarda la crescita economica debole, sia negli Stati Uniti sia nell’Eurozona, insufficiente a stabilizzare i livelli di insolvenza. La seconda è legata alle condizioni di finanziamento restrittive, con tassi d’interesse ancora elevati e un’offerta di credito limitata, che mettono sotto pressione le imprese più indebitate, in particolare le PMI. La terza vulnerabilità è rappresentata dalle debolezze settoriali, con rischi più elevati nei comparti delle costruzioni e dell’automotive, colpiti da alti costi finanziari, transizione tecnologica e concorrenza crescente.

Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade, osserva che “le strategie di mitigazione si stanno indebolendo e l’impatto della guerra commerciale potrebbe presto mettere alla prova la resilienza delle imprese. Gli effetti domino derivanti dalle grandi insolvenze restano un rischio concreto”.

 

Nuove imprese e boom tecnologico: un rischio nascosto

Allianz Trade sottolinea inoltre che la crescita della nuova imprenditorialità, favorita dalla digitalizzazione e dal boom tecnologico post-pandemico, sta aumentando i rischi di insolvenza. In Europa, le nuove registrazioni d’impresa tra il 2021 e il 2024 risultano superiori del 9% rispetto al periodo pre-pandemico, mentre negli Stati Uniti le richieste di apertura aziendale sono cresciute del 36%.

Ano Kuhanathan, Head of Corporate Research di Allianz Trade, avverte che la possibile fine del boom legato all’intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto significativo: “Uno shock paragonabile alla bolla delle dotcom potrebbe generare fino a 4.500 fallimenti negli Stati Uniti, 4.000 in Germania e oltre 1.000 nel Regno Unito e in Francia”.

Fonte: Ufficio Stampa ALLIANZ TRADE

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21 Ottobre 2025