Tesoreria di precisione nel lusso: la visione strategica di Monica Loriggiola di Pelletterie Sagi

17 Luglio 2025 - Amedeo Faino

Pelletterie Sagi, con sede a Dueville (Vicenza), è un punto di riferimento nella manifattura di alta gamma per il comparto moda e lusso. In questa intervista abbiamo incontrato la Dott.ssa Monica Loriggiola, tesoriera e CFO dell’azienda da oltre 17 anni, per approfondire i temi della gestione finanziaria, della filiera, del controllo di gestione e del ruolo sempre più strategico della tesoreria in un’industria in costante evoluzione.

Qual è la specificità della gestione finanziaria per un’azienda manifatturiera come Pelletterie Sagi, operante nel comparto moda e lusso?

Negli ultimi anni la criticità principale nella gestione del cash flow è diventata la scarsa visibilità operativa. La nostra è un’azienda che si occupa sia di sviluppo prodotto che di produzione conto terzi, collaborando con brand del lusso per la creazione di collezioni, showroom e capsule per eventi internazionali. Produciamo su commessa, ma la ciclicità è influenzata da variabili esogene, come tensioni geopolitiche o oscillazioni dei tassi e dell’inflazione. La mancanza di visibilità sulle stagioni future, a differenza del passato, richiede una gestione della liquidità estremamente dinamica.

Avete quindi modificato il vostro modello operativo nel tempo?

Sì, in origine operavamo come azienda di assemblaggio, ricevendo materiali forniti dal cliente. Oggi gestiamo internamente il sourcing, con un reparto acquisti strutturato e una supply chain autonoma. Questo ha stravolto i flussi finanziari: non ci limitiamo più a pagare utenze e manodopera, ma gestiamo volumi significativi di approvvigionamenti e stock. La struttura della tesoreria è quindi diventata centrale per sostenere questa crescita.

Come si gestisce una filiera così articolata, anche da un punto di vista tecnico-finanziario?

La nostra supply chain è prevalentemente italiana, ma ha bisogno di forte supporto finanziario. I nostri terzisti, spesso piccoli artigiani, vanno anticipati nei pagamenti o agevolati nell’accesso al credito. In questo senso, attiviamo strumenti di risk sharing e supporto, come operazioni di riassegnazione di credito o utilizzo del nostro rating bancario per ottenere condizioni migliorative per i nostri fornitori. È una forma di sponsorship finanziaria indiretta, che garantisce continuità e qualità.

Quanto è rilevante la componente ESG nella vostra gestione della filiera?

Sempre più rilevante. La nostra filiera è soggetta non solo ad audit dei brand, ma anche a controlli interni. Siamo molto attenti alla sostenibilità sociale e ambientale, con un monitoraggio costante delle fasi di lavorazione da parte dei nostri tecnici. Il prodotto che realizziamo ha un valore unitario elevato e deve rispondere a standard qualitativi e normativi altissimi. La relazione fiduciaria con la filiera è per noi strategica.

Come è cambiato negli ultimi anni il contesto finanziario per un’azienda come la vostra?

Abbiamo assistito a un rafforzamento della selezione nell’accesso al credito. Gli istituti bancari premiano le aziende solide: nel nostro caso la liquidità non è un problema, ma l’attenzione è aumentata. Il reverse factoring, ad esempio, è diventato uno strumento efficace per generare liquidità. Tuttavia, per sfruttarla al meglio bisogna saperla investire, anche tramite strumenti a basso rischio come i time deposit. Inoltre, mettiamo costantemente le banche in competizione per mantenere le condizioni favorevoli.

Pelletterie Sagi è passata da 12 a quasi 70 dipendenti in 17 anni. Quali sono le sfide per un tesoriere in un contesto di crescita così marcata?

La sfida principale è avere il pieno controllo previsionale. Servono proiezioni attendibili a 3-6 mesi per garantire serenità e per supportare il management con dati affidabili. Per le operazioni a medio-lungo termine, invece, serve un business plan finanziario completo, con attenzione alla sostenibilità del debito e alla scelta della forma più efficiente di finanziamento. In contesti di espansione, l’imprenditore tende a voler investire con la liquidità esistente, ma non sempre è la strategia migliore.

C’è ancora scarsa cultura finanziaria in alcune PMI del lusso?

Purtroppo sì. C’è molta cultura economica legata al risultato di esercizio, ma ancora poca attenzione agli indicatori finanziari. Io spingo affinché, accanto alle chiusure contabili, venga dato il giusto peso anche al flusso di cassa e alla posizione finanziaria netta. Il conto economico si può manipolare, la cassa no: è lì che si misura la vera salute di un’azienda. Pelletterie Sagi è forte anche perché ha investito, con continuità, in strumenti per la gestione ed il monitoraggio: la cabina di regia è lucida e i dati precisi sono indispensabili per la navigazione.

Grazie e buon lavoro!

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17 Luglio 2025