Nicolò Govoni al DocFinance DAY: il coraggio di restare umani per costruire il futuro

10 Marzo 2026 - A cura della Redazione

La scuola del futuro non deve competere sul piano delle competenze replicabili, ma formare leader etici, capaci di unire talento, passione, servizio agli altri e sostenibilità economica.

In collegamento dal Kenya è intervenuto Nicolò Govoni, scrittore, attivista e fondatore della onlus Still I Rise, candidato Premio Nobel per la Pace nel 2020 e nel 2023, ha portato al DocFinance Day una prospettiva radicale e concreta su cosa significhi costruire futuro in un mondo segnato da disuguaglianze estreme e cosa vuol dire formazione in un mondo invaso dalle tecnologie e dall’intelligenza artificiale. La sua iniziativa punta sulla formazione di eccellenza come strumento di resilienza delle comunità, non come gesto caritatevole, ma come investimento strutturale.

  • Serve davvero costruire scuole di eccellenza nelle baraccopoli o è sufficiente fornire assistenza?
  • L’intelligenza artificiale sostituirà insegnanti e lavori tecnici, o diventerà ancora più centrale il valore delle qualità umane?
  • Come si crea una vera emancipazione nei Paesi più poveri, evitando di perpetuare meccanismi di dipendenza?

Per rispondere, Govoni ha portato l’esempio emblematico del Sud Sudan, uno dei Paesi più poveri al mondo. L’82% della popolazione vive sotto la soglia di 0,90 dollari al giorno, nonostante il Paese sia ricco di petrolio, che esporta come materia prima. Paradossalmente, il Sud Sudan importa ogni anno circa 500 milioni di dollari di cibo dagli Stati Uniti sotto forma di aiuti, mentre l’agricoltura locale rappresenta appena lo 0,1% dell’economia. A fronte di miliardi di aiuti umanitari ricevuti, solo il 2% viene investito in sviluppo. Il risultato è un sistema che non genera autonomia, ma dipendenza strutturale.

È in questo contesto che nasce l’esperienza di Still I Rise, un modello educativo che ribalta la logica assistenzialista. Oggi l’organizzazione gestisce sei campus in alcune delle zone più estreme del pianeta: dalle discariche del Kenya alle miniere di cobalto in Congo, fino ai quartieri segnati dal narcotraffico a Bogotá. Non scuole di fortuna, ma istituti che offrono gratuitamente il Baccalaureato Internazionale (IB).

Alla base di questo modello ci sono quattro pilastri educativi. Il primo è la scuola intesa come casa: studenti e docenti condividono la cura degli spazi, perché la responsabilità si impara anche pulendo insieme. Il secondo è lo studente al centro: niente cattedra frontale, ma classi organizzate in cluster, dove l’apprendimento è attivo e partecipato. Il terzo pilastro è l’insegnante come mentore: non un semplice trasmettitore di nozioni, ma una guida di vita. Il quarto è il pensiero globale, che mette al centro soft skill come pensiero critico, tenacia, integrità e capacità di leggere il mondo. E dove qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale nella formazione? Secondo Govoni, l’IA vincerà inevitabilmente sulle hard skill tecniche. Per questo la scuola del futuro non deve competere sul piano delle competenze replicabili, ma formare leader etici, capaci di unire talento, passione, servizio agli altri e sostenibilità economica.

Le riflessioni finali hanno assunto un tono volutamente provocatorio. Molti aiuti umanitari, ha spiegato Govoni, finiscono per arricchire i donatori e alcune ONG, mentre privano i Paesi più poveri della loro sovranità. È un altruismo solo apparente. L’unico modello sostenibile è quello che parte dal principio opposto: “fare bene a sé per fare bene agli altri”. Anche nel contesto italiano, il messaggio è chiaro: meno investimenti simbolici in tecnologie inutili, come tablet distribuiti senza un progetto educativo, e più attenzione alla formazione di mentori capaci di crescere esseri umani, non robot.

Restare umani, in definitiva, non è un atto nostalgico. È una scelta strategica per costruire un mondo possibile.

Illustrazione by Marta Tranquilli

Nicolò Govoni in collegamento

DocFinance DAY

Il DocFinance DAY è l’appuntamento annuale ideato e organizzato da DocFinance per i propri dipendenti e collaboratori, che negli anni si è affermato come un momento centrale di condivisione, crescita e visione strategica per l’intera organizzazione. L’evento si tiene a Reggio Emilia e riunisce professionisti e consulenti DocFinance provenienti da tutta Italia, confermandosi non solo come un’occasione di incontro, ma come un vero e proprio laboratorio di idee e competenze.

Fare impresa significa anche fare cultura: fermarsi, riflettere e nutrire il pensiero critico è il modo più concreto per crescere, come professionisti e come persone.

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10 Marzo 2026