Per chi osserva la tesoreria dall’esterno, il Treasury Manager viene spesso identificato con chi autorizza pagamenti o controlla i saldi bancari. Una rappresentazione ormai lontana dalla realtà. Oggi la tesoreria è uno dei centri nevralgici dell’azienda, il luogo in cui convergono informazioni finanziarie, operative e strategiche che consentono al management di prendere decisioni consapevoli.
Mariangela Musto di Aleandri Spa: «Il tesoriere è innanzitutto un custode, l’equilibrio è la prima virtù»
Per Mariangela Musto, Treasury Manager di Aleandri, la tesoreria è molto più della gestione della liquidità: è pianificazione, visione strategica e capacità di trasformare dati e relazioni in valore per l'impresa. Tra digitalizzazione, grandi opere infrastrutturali e scenari sempre più incerti, il fattore decisivo resta quello umano.

Lo sa bene Mariangela Musto, Treasury Manager di Aleandri Spa, azienda specializzata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali, che descrive il proprio ruolo partendo proprio dall’etimologia della parola.
«Il tesoriere è innanzitutto un custode», spiega. «Molti pensano che il nostro lavoro si esaurisca nell’esecuzione dei pagamenti, ma il suo vero valore consiste nella possibilità di avere contemporaneamente una fotografia della liquidità aziendale e una visione prospettica dei flussi di cassa futuri.»
È questa capacità di leggere il presente mantenendo lo sguardo sul futuro che distingue la moderna funzione di treasury dalla semplice amministrazione finanziaria. Perché, come sottolinea Musto, «non basta il profitto contabile: la creazione di valore passa attraverso la gestione dei flussi di cassa futuri attesi».
Dalla gestione operativa alla funzione strategica
Negli ultimi dodici anni il ruolo della tesoreria è cambiato profondamente, sia sotto il profilo organizzativo sia tecnologico.
Quando Mariangela Musto ha iniziato il proprio percorso in Aleandri, la gestione finanziaria era affidata ai singoli home banking delle tre principali banche con cui operava l’azienda.
Oggi coordina una struttura molto più articolata: una ventina di conti correnti distribuiti su dodici società del gruppo.
Una crescita che sarebbe stata difficilmente sostenibile senza un’evoluzione degli strumenti digitali.
L’adozione di DocFinance ha rappresentato un passaggio determinante nel percorso di trasformazione della tesoreria. Non soltanto per automatizzare i processi operativi, ma anche per costruire un ambiente capace di adattarsi progressivamente alle esigenze dell’azienda. Musto racconta di aver investito tempo nello studio e nella configurazione della piattaforma affinché rispecchiasse sempre meglio i processi interni e supportasse una gestione sempre più evoluta.
Oggi le attività di esecuzione dei pagamenti e di riconciliazione bancaria sono completamente gestite attraverso il software, liberando tempo per quelle attività che nessun algoritmo è ancora in grado di sostituire.
«La pianificazione, il controllo e il coordinamento richiedono esperienza, capacità di interpretare i dati e intuizione. Un software può elaborare informazioni, ma capire quali leve azionare per migliorare i flussi finanziari resta una responsabilità del Treasury Manager.»
In altre parole, la digitalizzazione non ha ridotto il valore della professionalità: lo ha amplificato.
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La complessità delle infrastrutture
Nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture la tesoreria assume caratteristiche ancora più peculiari. Aleandri opera prevalentemente su commesse pubbliche pluriennali, nelle quali la pianificazione finanziaria segue il cronoprogramma dell’opera ma deve continuamente adattarsi alle inevitabili variazioni che accompagnano lavori di lunga durata.
Il confronto quotidiano con il controllo di gestione diventa quindi essenziale per aggiornare le previsioni finanziarie e valutare gli effetti di fattori esterni quali l’aumento del costo delle materie prime, le modifiche dei tempi di realizzazione o l’evoluzione del quadro economico.
La gestione della liquidità non è più soltanto un esercizio di previsione, ma un processo dinamico che richiede un costante riallineamento tra andamento operativo e sostenibilità finanziaria.
A questa complessità si aggiungono gli obblighi normativi tipici delle opere pubbliche. La tracciabilità dei flussi finanziari rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati dell’attività di tesoreria. Ogni operazione deve rispettare rigorosamente la normativa relativa ai codici identificativi di gara (CIG) e ai codici unici di progetto (CUP), elementi indispensabili per garantire trasparenza e conformità.
Per le grandi opere entrano inoltre in gioco specifici protocolli di monitoraggio che prevedono conti correnti dedicati esclusivamente alla singola commessa e l’utilizzo di causali codificate per tutti i movimenti finanziari.
Una disciplina che richiede precisione assoluta, anche in considerazione dei frequenti audit e controlli ai quali le aziende del settore sono sottoposte.
La tecnologia cambia il lavoro, non la responsabilità
L’automazione ha trasformato profondamente il mestiere del Treasury Manager, ma non ne ha ridotto il livello di responsabilità. Al contrario, eliminando molte attività ripetitive, ha spostato l’attenzione sulle competenze decisionali.
Il professionista della tesoreria è oggi chiamato a interpretare scenari complessi, individuare criticità prima che si manifestino e costruire una pianificazione sufficientemente flessibile da adattarsi ai cambiamenti.
Le capacità di problem solving diventano quindi centrali.
«Esistono situazioni che non possono essere delegate a un software», osserva Musto. «Questo lavoro richiede organizzazione e metodo, ma anche la capacità di pensare fuori dagli schemi quando le circostanze lo impongono.»
È un equilibrio continuo tra disciplina e adattamento.
Governare l’incertezza
Negli ultimi anni la funzione treasury ha dovuto confrontarsi con scenari sempre più instabili. Inflazione, volatilità dei mercati, incremento dei tassi d’interesse e tensioni geopolitiche hanno reso la gestione del rischio una componente strutturale del lavoro quotidiano.
Tra le esperienze che hanno maggiormente segnato il percorso professionale di Mariangela Musto emerge la pandemia.
«Durante il Covid l’intera produzione aziendale si è fermata. È stato necessario ripensare completamente la pianificazione finanziaria perché gli Stati di Avanzamento Lavori, sui quali si basavano le nostre previsioni, hanno subito un’interruzione improvvisa e imprevedibile.»
È proprio in momenti come questi che il Treasury Manager è chiamato a prendere decisioni rapide, spesso disponendo di informazioni ancora incomplete.
Una condizione che, come racconta Musto, è molto più frequente di quanto si immagini. «Gli imprevisti fanno parte della quotidianità. Chi sceglie questa professione deve sviluppare prontezza decisionale e mantenere sempre alta l’attenzione.»
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Il capitale invisibile: le relazioni
Se la tecnologia rappresenta uno dei principali motori di evoluzione della tesoreria, il fattore umano continua a fare la differenza. Il Treasury Manager dialoga quotidianamente con management, banche, clienti e fornitori, costruendo una rete di relazioni che spesso diventa decisiva nei momenti di maggiore complessità. Secondo Musto, proprio mentre la digitalizzazione rende le interazioni sempre più automatizzate, diventa ancora più importante preservare il rapporto personale. «Una telefonata può risolvere problemi che decine di e-mail non riescono ad affrontare.»
Lo stesso vale per il rapporto con gli istituti di credito.
La relazione con il gestore non si limita alla negoziazione delle condizioni finanziarie, ma rappresenta uno strumento fondamentale per far comprendere il modello di business dell’impresa e costruire nel tempo un rapporto di fiducia.
In questa prospettiva assume particolare rilevanza anche la diversificazione del panel bancario, che consente all’azienda di disporre di maggiore flessibilità nell’accesso al credito e di individuare, di volta in volta, il partner più adatto alle diverse esigenze operative.
Lo sguardo sempre rivolto al futuro
A chi desidera intraprendere questa professione, Mariangela Musto offre un consiglio semplice ma impegnativo: studiare continuamente. La tesoreria richiede una specializzazione costante, soprattutto nei settori caratterizzati da elevata complessità normativa e operativa.
Ma la preparazione tecnica, da sola, non basta.
È necessario conoscere il business, comprendere il funzionamento dell’intera azienda e mantenere sempre “le antenne alzate”, cogliendo ogni informazione utile per migliorare la qualità delle decisioni.
Perché il Treasury Manager non può permettersi di osservare l’impresa da una prospettiva limitata: deve comprenderne l’intero ecosistema.
L’equilibrista della finanza aziendale
Alla domanda finale su quale metafora rappresenti meglio il proprio lavoro, Mariangela Musto non ha dubbi. Il Treasury Manager è un equilibrista. La fune sulla quale cammina è il tempo.
Da una parte ci sono la liquidità, i mercati, i clienti, le banche, i fornitori e gli inevitabili imprevisti. Dall’altra gli obiettivi dell’impresa. Il suo compito consiste nel mantenere costantemente l’equilibrio senza perdere di vista la direzione.
«L’abilità è tenere lo sguardo fisso davanti a sé, anticipando i rischi e correggendo continuamente la traiettoria. Se l’attenzione resta alta, anche l’imprevisto può trasformarsi in un’opportunità.»
È un’immagine che sintetizza efficacemente l’evoluzione della professione.
Oggi il Treasury Manager non è più soltanto il custode della liquidità aziendale. È una figura che interpreta i dati, coordina relazioni, governa il rischio e accompagna il management nelle decisioni strategiche.
In un contesto economico sempre più instabile, la differenza non la fa chi riesce semplicemente a mantenere l’equilibrio, ma chi è capace di conservarlo continuando, passo dopo passo, ad avanzare.

20 Luglio 2026