Nell’ambito di una serie di interviste esclusive con CFO, tesorieri e funzionari aziendali, DailyDocFinance ha avviato un ciclo di dialoghi per creare connessioni e scambi tra professionisti del mondo della tesoreria. L’obiettivo è raccontare le esperienze di chi opera nel cuore finanziario delle imprese e favorire una rete di condivisione di pratiche, visioni e case history.
In questa puntata siamo stati a Porto Mantovano (MN), per incontrare Elisa Marangon, tesoriera del Gruppo Intergea Nord-Est, realtà di riferimento nel settore automotive. Con lei parliamo di gestione finanziaria, innovazione tecnologica, rapporti con le banche e naturalmente del profondo cambiamento che ha investito il mondo dell’auto.
Gentile Elisa, la sua formazione iniziale non era finanziaria. Come si arriva dalla corrispondenza in lingue a un ruolo così tecnico come quello del tesoriere?
C’è sicuramente un fattore personale: la passione per la precisione, per la responsabilità. Poi ci sono i numeri, che mi hanno sempre affascinata. In un’azienda strutturata come la nostra, se ti appassionano i numeri, ogni giorno è una sfida. A volte si parte con un’idea di carriera e la vita ti sorprende. Direi che oggi questo ruolo è perfettamente in linea con quello che sono.
Molti colleghi che abbiamo intervistato sono arrivati alla tesoreria per caso. Secondo lei perché è ancora così poco conosciuto questo ruolo?
Perché varia molto a seconda della dimensione aziendale. Nelle piccole imprese è meno definito e spesso confuso con altri ruoli. In una realtà grande come la nostra, il tesoriere è una figura centrale: è il collegamento tra il CFO, l’amministrazione e il controllo di gestione. Oggi lavoriamo in team molto rodato, con un’unica direzione finanziaria e una gestione integrata.
Parliamo del mercato auto. Oggi un concessionario è diventato una vera e propria società di servizi. Quanto è cambiato il lavoro in questo senso?
Moltissimo. Il prodotto resta importante, ma la differenza la fa il servizio. Capire le esigenze del cliente e fidelizzarlo è il vero valore. Il concetto di “auto come servizio” si affianca a quello tradizionale ed il gruppo Intergea ha scelto di puntare su un modello di sviluppo globale, fondato sulla vendita del “Costo di Guida” e non sul prezzo di vendita dell’auto. Non a caso, poi, dal secondo semestre del 2025 inizieremo a operare anche nel noleggio lungo termine, sia su auto nuove che usate, offrendo tutti i servizi di mobilità in modo semplice e flessibile. È una scelta strategica.
In un mondo dove tutto passa all’online, il rapporto con le banche com’è cambiato?
È cambiato meno di quanto si pensi. L’home banking aiuta, ma l’attenzione ai contratti, agli interessi e alla relazione rimane la stessa. La differenza la fa la struttura: le piccole imprese spesso usano ancora Excel, ma per realtà come la nostra serve un software di tesoreria evoluto. Utilizzo DocFinance da 14 anni per la gestione finanziaria di aziende di grandi dimensioni ed è un supporto a cui non rinuncerei mai.
Quante banche è ideale avere per una gestione finanziaria equilibrata?
Non esiste un numero fisso. Dipende dal profilo dell’azienda: liquidità, indebitamento, margini operativi… Ma sicuramente il numero va ottimizzato. Troppe banche possono generare costi sommersi. Noi, per esempio, abbiamo razionalizzato i rapporti bancari e introdotto il cash pooling dal 2024: la holding centralizza la liquidità e la distribuisce quotidianamente alle società operative.
Qual è oggi la sfida più grande per un tesoriere?
Essere sempre vigili. L’analisi è tutto: precisione nella registrazione dei flussi, puntualità nei dati, capacità di supportare il CFO nelle decisioni strategiche. Le nostre analisi – PFN e cash flow – vengono esaminate mensilmente in CDA. È fondamentale essere affidabili.
Il confine tra CFO e tesoriere si è assottigliato?
Assolutamente. Il CFO oggi lavora su dati raffinati e aggiornati grazie al lavoro del tesoriere e del suo team. Questo consente di fare previsioni più lungimiranti, sempre più necessarie in un contesto globale instabile e in continua trasformazione.
A proposito di trasformazioni, il settore auto è cambiato come mai prima negli ultimi dieci anni. Come lo state affrontando?
Con una strategia chiara e diversificata. La pandemia, la carenza dei semiconduttori, l’evoluzione dell’elettrico, l’ingresso nel mercato europeo di brand cinesi… Tutto ha rivoluzionato il mercato. Intergea ha scelto di investire, scommettendo sull’elettrico prima di tanti altri, aprendo due concessionarie su cinque in Italia del marchio BYD, colosso cinese a livello mondiale.
Ha poi scelto di diversificare acquisendo nel 2024 il 50% di Eurasia Motor Company, storica azienda italiana specializzata dal 2004 nell’importazione, omologazione e distribuzione di veicoli cinesi, commercializzati in Italia con brand EMC e FOTON.


