Innovazione e tesoreria digitale: intervista a Francesco Caccioppoli

22 Settembre 2025 - Amedeo Faino

In un contesto in cui le imprese manifatturiere italiane stanno affrontando sfide sempre più complesse, tra digitalizzazione, mercati globali e intelligenza artificiale, abbiamo incontrato Francesco Caccioppoli, Responsabile Applicativi e Innovazione di IMAL, azienda modenese leader nel settore delle tecnologie per l’elaborazione e la trasformazione di pannelli a base legno. Con lui abbiamo parlato di trasformazione digitale, gestione della tesoreria e cambiamento culturale in azienda.

Francesco, qual è il tuo ruolo all’interno di IMAL?

«Il mio percorso è iniziato come consulente, occupandomi principalmente di operations più che di finance. In IMAL sono entrato inizialmente con un ruolo da analista, poi ho assunto responsabilità sempre maggiori fino a diventare ERP Manager. Oggi gestisco l’ERP aziendale e tutti i software satelliti collegati, tra cui DocFinance, oltre a coordinare la parte di project management: dalla selezione delle soluzioni fino alla loro completa implementazione.»

DocFinance è stato uno dei progetti chiave per il gruppo. Perché questa scelta?

«L’adozione di DocFinance è stata spinta dalla necessità di avere una visione consolidata di tesoreria per tutto il gruppo. Non lo abbiamo introdotto per ridurre personale, ma per ottimizzare i processi e liberare tempo dalle attività a basso valore aggiunto, come le riconciliazioni bancarie, permettendo così al team di dedicarsi ad analisi e previsioni finanziarie.»

Molti pensano che le aziende medio-grandi abbiano già sistemi evoluti di controllo finanziario. È davvero così?

«Non proprio. Spesso si tratta di PMI cresciute rapidamente che non hanno ancora investito abbastanza in digitalizzazione. Quando ho iniziato a lavorare dieci anni fa, il mio ruolo non era così diffuso come oggi. Negli ultimi anni, invece, l’esigenza di ottimizzare processi interni e risorse finanziarie è diventata prioritaria, anche a causa del contesto economico e geopolitico globale.»

Come ha affrontato IMAL questa evoluzione digitale?

«IMAL ha sempre avuto una forte propensione all’innovazione. Circa 7-8 anni fa è stato fatto un investimento importante con l’adozione di un gestionale Microsoft, che ha creato la base per sviluppare nuove soluzioni integrate. L’arrivo di un nuovo CFO e del responsabile amministrativo ha poi spinto ulteriormente verso strumenti come DocFinance. Oggi stiamo lavorando su più progetti paralleli, tutti integrati: dal gestionale alla parte di service.»

L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo del software. Che impatto ha sul tuo ruolo?

«Fino a poco tempo fa l’IA era percepita come un concetto futuristico, soprattutto nelle PMI. Ora è una realtà concreta. È un treno da prendere subito, altrimenti rischiamo di rimanere indietro anni luce. Anche i software che utilizziamo stanno integrando funzionalità di AI, e questo cambia il modo in cui lavoriamo.»

Quali sono le sfide più difficili quando si porta innovazione in azienda?

«Il cambiamento non è mai semplice. Ogni ufficio ha le sue abitudini e uscire dalla comfort zone spaventa. Spesso vengo visto come quello che “complica le cose”, ma la verità è che un software non sostituisce l’uomo, lo supporta, liberando tempo per attività a maggior valore aggiunto. La chiave è comunicare bene i benefici e coinvolgere le persone nel processo.»

Un consiglio ai CFO e ai tesorieri che devono affrontare queste trasformazioni?

«Fare analisi prima di implementare. Analisi dei dati, dei processi e del software. Essere trasparenti, aperti al cambiamento e valutare pro e contro sin dall’inizio. Il lavoro fatto bene in fase iniziale ripaga dieci volte negli anni successivi.»

E un consiglio agli sviluppatori di software per la tesoreria e la gestione aziendale?

«Conoscere sia la parte tecnica che quella funzionale. Io vengo dall’informatica, ma ho scelto di dedicarmi all’analisi funzionale. Questa doppia competenza permette di capire cosa serve davvero all’azienda e cosa è tecnicamente realizzabile, evitando progetti “irrealizzabili” o troppo complessi rispetto alle necessità reali.»

Come vedi IMAL tra dieci anni?

«Siamo un’azienda che è cresciuta tanto e ha dovuto strutturarsi per affrontare nuove sfide. Se continuiamo così, tra dieci anni IMAL sarà ancora più grande. L’obiettivo è accompagnare questa crescita con strumenti sempre più integrati, processi snelli e innovazione costante.»

Grazie e buon lavoro!

Torna alla home

22 Settembre 2025