Il tesoriere non può più restare in ufficio

16 Giugno 2025 - Amedeo Faino

Paola Brandinelli, Treasury Manager e consigliera d’amministrazione di Fandis, racconta l’evoluzione del ruolo del tesoriere.

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Tra questi c’è Paola Brandinelli, treasury manager e consigliera di amministrazione di Fandis, impresa italiana attiva nel settore della componentistica per quadri elettrici e non solo. In questa intervista, Brandinelli racconta la sua visione evoluta della tesoreria, una funzione oggi sempre più strategica e interconnessa. Dalla necessità di uscire dall’ufficio fino al dialogo con la proprietà e le banche, emerge una figura professionale consapevole, curiosa e con lo sguardo rivolto al lungo termine.

Dal “verbalizzatore” al cuore della strategia

Paola Brandinelli inizia il suo percorso in azienda da giovanissima, neolaureata, in una Fandis allora composta da 34 dipendenti. “All’epoca il tesoriere era una figura quasi passiva, che si limitava a registrare operazioni. Oggi la tesoreria è il cuore del processo decisionale. La differenza? Il tesoriere moderno ha il compito di armonizzare numeri, previsioni e strategie. Deve vivere il presente, imparare dal passato, ma soprattutto pianificare il futuro.”

Una trasformazione culturale prima ancora che tecnica. “Il mio consiglio a chi si avvicina a questo mestiere? Non limitarti a verbalizzare. Esci dall’ufficio, confrontati con gli altri reparti, sfrutta gli strumenti digitali. La contabilità è la base, ma serve uno sguardo più ampio.”

L’importanza di dire (e vedere) i numeri

Un passaggio fondamentale nella carriera di Brandinelli è stato l’ingresso nel consiglio d’amministrazione. “È fondamentale che il treasury manager partecipi ai processi decisionali. Solo così può portare il suo contributo. Il commerciale prevede, ma il tesoriere sa. I costi sono certezze, i ricavi previsioni.”
Questa presenza diretta nel board consente a Paola Brandinelli non solo di avere accesso alle informazioni, ma anche di condizionare realmente le scelte strategiche. “Abbiamo fatto un investimento importante in efficienza energetica. Non sarebbe stato possibile senza una pianificazione pluriennale accurata. E questo è il compito della tesoreria oggi: preparare il terreno, intravedere gli scenari possibili.”

Confronto, trasparenza e rete: la ricetta del futuro

Un tema caro alla dottoressa Brandinelli è quello del confronto tra pari. “Mi confronto spesso con colleghi di altre aziende, soprattutto grazie a Confindustria e al mondo associativo. Iniziative di networking tra tesorieri sono fondamentali. Siamo professionisti che giocano spesso in difesa, ma il dialogo arricchisce e permette di anticipare problemi.”
Anche il rapporto con le banche è improntato alla massima trasparenza. “Lavoriamo con cinque istituti, con cui condivido subito il bilancio e la documentazione. Questo approccio ha sempre pagato. I rapporti si costruiscono nel tempo e si fondano sulla fiducia.”

Lo scenario cambia. E il tesoriere deve essere pronto

Paola Brandinelli sottolinea anche come oggi non si possa fare tesoreria senza una visione geopolitica. “Il tesoriere deve sapere cosa accade nel mondo: crisi delle materie prime, tassi, valute. Il nostro ruolo si è accelerato: se prima i cambiamenti arrivavano lentamente, oggi siamo travolti. Essere aggiornati è indispensabile.”
Una visione moderna, proattiva, che riflette un cambiamento profondo del ruolo. “Dobbiamo essere sempre reattivi, interpretare i segnali e agire in anticipo. Il tesoriere oggi non può più restare nel suo ufficio.”

Un’impresa fatta anche di valori

Fandis nel 2025 celebra i suoi 40 anni. E ha voluto farlo chiedendo a dipendenti, fornitori e clienti di identificare i suoi valori fondanti. “Tra quelli emersi: integrità e responsabilità. Sono valori riconosciuti, non imposti dall’alto. Questo dice molto della cultura aziendale.”
Un’azienda che si è evoluta con chi ci lavora dentro. “Sono qui da 28 anni. Non mi sono mai annoiata, perché Fandis è dinamica. Il nostro gestionale, ad esempio, lo abbiamo sviluppato internamente. Questo ci consente una flessibilità unica. Ogni giorno è una sfida diversa.”

Contro il turnover: senso di progetto e continuità

Brandinelli, che ha rifiutato più di una proposta in carriera, riflette anche su un tema attuale: il turnover diffuso. “Oggi riceviamo offerte continue, ma quanto valore c’è davvero? Io credo che almeno 5-6 anni in un’azienda siano fondamentali per dare senso al proprio lavoro. La mia scelta è stata quella di crescere dentro Fandis, portare a termine progetti, lasciarmi stimolare.”
E conclude con una nota personale che vale da guida per chiunque voglia fare questo mestiere: “Il tesoriere deve essere competente, curioso e sempre allineato con la realtà che cambia. Ma, sopra ogni cosa, deve essere integro. Perché lavora con le fondamenta dell’azienda.”

Daily DocFinance continuerà a raccontare storie come quella di Paola Brandinelli: voci che aiutano a capire, a orientarsi, a fare rete nel mondo della finanza d’impresa.

Grazie e buon lavoro!

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16 Giugno 2025