Vent’anni nella Guardia di Finanza e una grande preparazione prima di sposare la causa di Humana People to People Italia: il più grande ente non profit in Italia che si occupa di raccolta, selezione e vendita di indumenti usati con circa 350 dipendenti in Italia.
Quando si pensa a Humana People to People Italia, la prima immagine che viene in mente sono i contenitori per la raccolta degli abiti e del tessile usato, presenti in molte città del nord e centro Italia. Ma dietro a questa organizzazione non profit di grandi dimensioni, in ambito amministrativo, finanziario e legale c’è una struttura gestionale complessa, guidata da Enrico Ribet, CFO e Legal Director di Humana Italia. Con un’esperienza ventennale nella Guardia di Finanza e un percorso nel privato, Ribet racconta al nostro blog le sfide di gestire la tesoreria di un ente che opera tra business sostenibile e progetti sociali e ambientali realizzati in Italia e nel mondo.
Tutti noi conosciamo Humana Italia per i suoi contenitori stradali, ma cosa significa per un CFO lavorare in una realtà non-profit, dove l’obiettivo non è il dividendo dei soci, ma sostenere progetti sociali e ambientali?
“Lavorare in Humana Italia non può che arricchire il ruolo di CFO con una dimensione etica e sociale che lo rende ancora più significativo per se stesso e per l’organizzazione: oltre alla gestione classica di impresa, dove si controlla il rischio e si supportano le decisioni aziendali con dati e strumenti, c’è la responsabilità dei progetti umanitari a medio-lungo termine. Una volta terminata la parte “aziendalista”, si entra nella gestione della dimensione sociale, e devo dire che è proprio questa che mi entusiasma di più.”
Come sei arrivato a diventare CFO di Humana People to People Italia?
“Ho avuto una formazione particolare: quasi vent’anni nella Guardia di Finanza, con un focus sulle verifiche fiscali alle grandi aziende dell’Emilia-Romagna. Durante quel periodo ho seguito corsi di alta formazione alla Scuola di Polizia Tributaria di Roma, dove ho approfondito studi di diritto civile e penale, struttura dei bilanci e dinamiche su strumenti finanziari aziendali. Dopo aver lasciato la Guardia di Finanza, ho lavorato nel privato dal 2007 e nel 2010 Humana Italia mi ha contattato per un ruolo che unisse competenze finanziarie, amministrative e legali. La trasparenza e il fine sociale dell’ente erano perfettamente in linea con la mia tesi di laurea sulle “Onlus” in Economia e Commercio e i miei interessi: non ho esitato.”
Nella gestione economica di Humana Italia, qual è la peculiarità della tesoreria?
“La tesoreria è il sistema nervoso dell’azienda: deve garantire liquidità, pianificare i flussi di cassa, gestire i rapporti con le banche e monitorare i rischi finanziari. Una tesoreria ben strutturata permette di affrontare imprevisti, sostenere progetti umanitari in crescita e mantenere la stabilità economica dell’organizzazione. È una funzione spesso dietro le quinte, ma il suo impatto sulla sostenibilità dell’ente è diretto e fondamentale.”
Come sta Humana People to People Italia oggi?
“Siamo il primo ente in Italia nella raccolta di abbigliamento usato. Siamo circa 350 dipendenti distribuiti su sei filiali nel Nord e Centro Italia, con 21 negozi in numerosi capoluoghi, tutti centrali e con allestimenti curati. La nostra selezione e igienizzazione dell’abbigliamento da qualche anno avviene in un impianto semiautomatizzato e robotizzato e con un team specializzato di circa 40 persone che nel tempo è cresciuto, unendo innovazione e capitale umano.”
Quanto è importante la deontologia in un ruolo come il tuo?
“Essendo Humana People to People Italia un’organizzazione con finalità umanitarie, la deontologia è fondamentale. Gestiamo un “business” complesso come una S.p.A., con rischio d’impresa similare, ma il fine non è il dividendo, bensì sostenere progetti a medio e lungo termine negli ambiti della salute, dell’istruzione, dell’agricoltura sostenibile e dello sviluppo comunitario nel mondo. La federazione internazionale Humana People to People è presente in 46 Paesi: abbiamo scuole di ogni grado, centri di accoglienza per i bambini e persino una università a Maputo, in Mozambico. Inoltre, gestiamo progetti ambientali-sociali anche in Italia: abbiamo tre orti sociali in provincia di Milano, organizziamo percorsi “Educazione alla cittadinanza globale” nelle scuole e siamo impegnati in progetti di piantumazione.
