Christian Guerra (Bertani Spa): «L’importante è mettersi in discussione».

1 Luglio 2026 - Amedeo Faino

Formazione continua, confronto e nuove sfide per il treasury manager

Rimettersi in discussione anche dopo anni di esperienza. Uscire dalla comfort zone, confrontarsi con professionisti provenienti da realtà differenti e continuare a investire sulla formazione. È questa la filosofia che guida Christian Guerra, treasury manager di Bertani Spa di Reggio Emilia, convinto che uno dei rischi più grandi per chi ricopre ruoli manageriali sia proprio quello di pensare di aver raggiunto un punto di arrivo.

Una convinzione che lo ha portato a partecipare al Master dedicato alla tesoreria e a seguire nel tempo numerosi percorsi formativi, con l’obiettivo di mantenere uno sguardo aperto sui cambiamenti che interessano la funzione finance.

«La formazione è fondamentale per evitare l’autoreferenzialità»

«Mettersi in gioco è fondamentale», spiega Guerra. «L’autovalutazione può essere pericolosa: si tende a pensare che ciò che si è sempre fatto continui a essere automaticamente corretto. Avere invece un giudizio esterno, completamente scollegato dalla propria realtà aziendale, può offrire indicazioni preziose per migliorare».

Un approccio che lo ha spinto a tornare sui banchi di scuola dopo diversi anni di attività professionale. Un’esperienza vissuta prima di tutto sul piano personale. «È stato un modo per uscire dalla comfort zone. Quando lavori da tempo nella stessa realtà, hai le tue competenze, il tuo network e una certa tranquillità. Confrontarsi con persone provenienti da aziende, settori e territori differenti permette invece di condividere problematiche, dubbi e soluzioni che possono rivelarsi molto utili anche nella quotidianità lavorativa».

E guardando al futuro, il manager reggiano non esclude ulteriori percorsi di aggiornamento: «Credo molto nella formazione. Al momento non ho un obiettivo preciso, ma se dovesse presentarsi qualcosa di interessante sarei assolutamente disponibile».

Il valore del confronto tra professionisti

La stessa filosofia ha caratterizzato la partecipazione al primo DocFinance Community Day, evento che ha riunito alcune centinaia di professionisti della finanza aziendale e della tesoreria.

«Sono occasioni importanti di incontro e di confronto», osserva Guerra. «Permettono di rivedere colleghi, creare nuove relazioni e soprattutto raccogliere spunti che possono avere ricadute concrete sul lavoro futuro». Tra gli interventi più apprezzati, quello del professor Grasso, dedicato al tema della valutazione d’impresa e alla prevenzione della crisi d’impresa.

«Non lo considero soltanto nell’ottica di una possibile cessione dell’azienda. Una buona valutazione è importante perché influenza il giudizio di molti stakeholder: concorrenti, fornitori, distributori, assicurazioni del credito e società di informazioni commerciali. Conoscere e preservare il valore dell’impresa significa quindi rafforzare il rapporto con tutto l’ecosistema che ruota attorno all’azienda». Secondo Guerra, la manifestazione ha raggiunto l’obiettivo di bilanciare contenuti tecnici e momenti di networking, pur lasciando spazio a qualche suggerimento per le future edizioni. «Si potrebbe pensare anche a interventi provenienti da mondi diversi, come lo sport, purché siano capaci di creare collegamenti concreti con l’impresa e la finanza. Ho assistito, ad esempio, a una conferenza di Julio Velasco che offriva numerosi spunti applicabili alla gestione aziendale».

Il VOP e la sicurezza dei pagamenti: una novità da calibrare sulle esigenze delle imprese

Tra i temi di attualità che interessano la tesoreria aziendale vi è anche il VOP (Verification of Payee), il sistema introdotto nell’ambito della normativa europea sui pagamenti istantanei che prevede la verifica della corrispondenza tra il nome del beneficiario e l’Iban indicato prima dell’esecuzione del bonifico.

L’obiettivo è rafforzare la sicurezza e limitare il rischio di frodi, fenomeno in crescita negli ultimi anni e sempre più sofisticato. Secondo Guerra, l’impatto operativo dello strumento dipende fortemente dalla struttura e dalle caratteristiche della singola azienda.

«Nel nostro caso i pagamenti tramite bonifico sono prevalentemente legati agli stipendi e a fornitori consolidati nel tempo. Quando interviene una modifica delle coordinate bancarie, adottiamo già procedure interne molto rigorose, con comunicazioni ufficiali e verifiche incrociate con i referenti commerciali. Si tratta di controlli che ci permettono di ridurre il rischio di utilizzi fraudolenti».

Dal punto di vista della tesoreria, il VOP rappresenta dunque un ulteriore livello di protezione, destinato a rafforzare procedure che nelle aziende più strutturate sono spesso già presenti. Il dibattito tra gli operatori riguarda soprattutto il rischio di una maggiore complessità amministrativa. Tuttavia, l’esperienza maturata finora da Bertani non evidenzia particolari criticità.

«Non abbiamo riscontrato rallentamenti significativi. In molti casi le eventuali differenze segnalate vengono rapidamente verificate e gestite. Per la nostra realtà, almeno al momento, il sistema non sta creando problematiche rilevanti». Più in generale, il VOP rappresenta uno dei passaggi attraverso cui la funzione treasury sta assumendo un ruolo sempre più strategico, combinando efficienza operativa, gestione del rischio e sicurezza dei flussi finanziari.

Fine del Superbonus e nuove sfide per il settore

Guardando al mercato, Bertani ha attraversato il progressivo ritorno alla normalità successivo alla stagione del Superbonus 110%. «Il numero degli operatori si è ridotto rispetto ai picchi registrati durante quel periodo», spiega Guerra. «Come avviene spesso dopo le fasi di espansione eccezionale, il mercato tende a riequilibrarsi. Per quanto ci riguarda, tuttavia, i volumi si stanno mantenendo su livelli soddisfacenti».

Le principali preoccupazioni riguardano piuttosto l’aumento dei costi lungo tutta la filiera. «L’incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia si è trasferito inevitabilmente sui listini dei fornitori e, di conseguenza, sui prezzi finali. Il rischio è che nel medio-lungo periodo clienti e utilizzatori finali decidano di rinviare investimenti e interventi di ristrutturazione».

Le tensioni geopolitiche e le criticità nelle catene di approvvigionamento hanno inoltre contribuito a generare forti oscillazioni dei prezzi, talvolta amplificate da componenti speculative. «L’incertezza legata ai rifornimenti ha prodotto aumenti molto rapidi. In certe fasi si è diffuso anche il timore di non riuscire a garantire la continuità degli approvvigionamenti».

Il tesoriere come figura strategica

In uno scenario caratterizzato da volatilità e crescente complessità, il ruolo del treasury manager si allontana sempre più dall’immagine tradizionale di semplice gestore dei flussi finanziari. «Chi si occupa di tesoreria deve avere una visione a 360 gradi», sottolinea Guerra. «Bisogna capire cosa accade nel mondo, interpretare gli eventi e valutare quali conseguenze possano avere sulla propria filiera».

Le decisioni relative alla gestione del magazzino ne rappresentano un esempio concreto. Anticipare gli acquisti per proteggersi da futuri rincari comporta infatti un aumento del capitale circolante e richiede una pianificazione finanziaria accurata. «Fare magazzino significa sostenere costi immediati e anticipare pagamenti che saranno recuperati solo attraverso le vendite future. È necessario trovare continuamente un equilibrio».

Anche la struttura della clientela rappresenta un elemento di resilienza. Bertani lavora con circa duemila clienti abituali tra piccole e medie imprese. «La diversificazione riduce il rischio. Gestire migliaia di clienti è certamente più complesso rispetto a concentrarsi su pochi grandi operatori, ma dal punto di vista finanziario la frammentazione rappresenta un fattore di stabilità».

Una complessità crescente che richiede competenze sempre più trasversali e conferma come la formazione continua non sia un lusso, ma una necessità.

Una convinzione che Christian Guerra sintetizza con una frase semplice ma significativa: «Non bisogna mai sentirsi arrivati».

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1 Luglio 2026