Centri di costo sotto controllo, automazione e responsabilità al centro: intervista a Debora Aloi

8 Settembre 2025 - Amedeo Faino

Nell’ecosistema dinamico di un’azienda tech come X View, la gestione finanziaria non si limita alla tenuta dei conti: è una funzione strategica che tiene insieme flussi, budget, responsabilità e visione. A raccontarcelo è Debora Aloi, tesoriera e CFO dell’azienda, con un passato da dottore commercialista e oggi punto di riferimento per l’amministrazione e la pianificazione finanziaria interna.

“Lavoriamo per business unit, ciascuna con un proprio budget e obiettivi di performance”, spiega Aloi. “Anche se non sono entità legali separate, le trattiamo come veri e propri centri di costo: serve per capire dove si genera valore e dove invece si spende troppo.”

Laureata in economia, con un background costruito tra contabilità e consulenza fiscale, Debora è subentrata alla guida della tesoreria nel 2021, in un momento delicato per l’azienda. “Il mio predecessore è venuto a mancare all’improvviso. Mi sono trovata a dover imparare tutto in corsa, compresi strumenti che non conoscevo, come DocFinance.” Il software di tesoreria – già adottato ma poco sfruttato – è diventato per lei un alleato fondamentale nella gestione dei flussi bancari e nella previsione di cassa. “All’inizio era tutto ancora molto legato a Excel.

Poi, studiando e ottimizzando, sono riuscita a rendere DocFinance centrale nelle nostre attività quotidiane. È uno strumento potente, ma solo se lo si alimenta con dati corretti e lo si governa con consapevolezza.”

Il tema della consapevolezza torna spesso nel suo racconto, soprattutto quando si parla di sicurezza informatica. X View gestisce dati sensibili: informazioni bancarie, posizioni finanziarie, rapporti con istituti di credito e documenti riservati. “La sicurezza informatica non è solo un problema tecnico. È una questione etica. Proteggere i dati che trattiamo è un dovere verso l’azienda, verso i colleghi e verso il sistema.” L’azienda si è mossa su più fronti: aggiornamento dei sistemi e delle policy interne, formazione, coperture assicurative contro i rischi informatici interni ed esterni.

Ma per Debora l’elemento centrale resta l’attenzione umana: “Non possiamo delegare tutto alla tecnologia. È l’uso che ne facciamo a fare la differenza. Sono strumenti indispensabili guidati dalla coscienza di una persona responsabile e trasparente, specialmente quando si parla di finanza, di flussi di cassa e liquidità”.

Un equilibrio che si riflette anche nel modo in cui guarda all’intelligenza artificiale, oggi tema caldo in tutti i settori, compreso quello finanziario. “I miei amministratori mi hanno chiesto di valutare soluzioni basate su IA. Sono favorevole, ma con giudizio. L’IA può aiutare a leggere i dati più in fretta, a simulare scenari. Deve darci la possibilità di avere più dati e più velocemente, ma l’ultima parola spetta a noi, alla nostra categoria”.

L’algoritmo non si prende la responsabilità: quella resta in capo al tesoriere.” L’approccio è chiaro: apertura all’innovazione, ma senza perdere il controllo.

Debora rivendica con orgoglio anche il suo percorso da commercialista, che ritiene tutt’altro che superato. “Il commercialista moderno non è solo quello che ti fa risparmiare sulle tasse. È un consulente trasversale, aggiornato, che sa interpretare la normativa e accompagnare l’impresa nelle sue scelte.” E aggiunge: “I clienti oggi fanno più domande, vogliono capire. Questo è un bene, ci costringe ad essere più preparati e a non fermarci mai.”

La sua esperienza ci restituisce l’immagine di una professionista che ha saputo attraversare il cambiamento – improvviso e sfidante – con metodo e determinazione. E che oggi incarna una figura sempre più centrale nel panorama delle PMI italiane: il tesoriere che non solo custodisce, ma orienta. Fra centri di costo da equilibrare, flussi da prevedere e dati da proteggere.

In foto da sinistra: Stefano D’Ottavio, Debora Aloi, Elisa Mastroeni, Loredana Marino.

Grazie e buon lavoro!

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8 Settembre 2025