Le 3 C dello sviluppo: Capitale di rischio, Crescita e Creazione di valore

19 Febbraio 2025

Benvenuti a Barbara nel Board, un podcast dedicato a un tema spesso trascurato: il ruolo della tesoreria e la valorizzazione delle figure amministrative nelle aziende.

La seconda puntata di questa stagione è dedicata all’importanza del capitale di rischio (equity) per la crescita delle imprese. In un contesto globale sempre più incerto e competitivo, le aziende non possano basarsi solo sul credito bancario, ma devono attrarre investitori attraverso la creazione di valore. Come misurare il valore di un’azienda? Come pianificare strategie di crescita a medio termine e quali strumenti finanziari utilizzare?

Ospiti della puntata: Giuseppe Renato Grasso, co-AD di Equita Mid Cap Advisory, Mirko Torquati, Responsabile di prodotto DocCredit.

Moderatore: Amedeo Faino, giornalista.

Riassunto della puntata

Perché oggi la crescita delle imprese dipende sempre più dal capitale di rischio piuttosto che dal credito bancario?
La crescita di un’impresa moderna non può più basarsi solo sul credito bancario, perché i mercati sono diventati più globali e complessi. Le imprese devono affrontare incertezze geopolitiche, come guerre locali, dazi e restrizioni commerciali, che le costringono a diversificare la produzione e la presenza geografica (re-shoring e friend-shoring). Inoltre, l’innovazione tecnologica richiede investimenti sempre più grandi e rapidi.

Di fronte a queste sfide, l’unico modo per crescere in tempi brevi è attraverso investimenti finanziati con capitale di rischio (equity). A differenza del debito bancario, che impone limiti stringenti e costi fissi, l’equity permette di raccogliere risorse senza dover restituire somme con interessi, lasciando all’impresa maggiore flessibilità per sviluppare strategie a lungo termine.

Il credito bancario non serve più?
No, il credito bancario resta uno strumento utile, ma deve essere utilizzato con attenzione. Il debito può essere paragonato al sale in cucina: in giuste dosi esalta il sapore, ma un eccesso può rovinare tutto.
Esistono delle regole pratiche per determinare un livello sostenibile di debito, come la “regola del 3”:

  • Il debito non deve superare tre volte l’EBITDA (utile prima di interessi, tasse e ammortamenti).
  • Non deve eccedere il 30% del fatturato.
  • Deve essere inferiore a tre volte il patrimonio netto dell’azienda (escludendo il valore degli immobili).

Se l’impresa supera questi limiti, rischia di diventare finanziariamente fragile e poco attrattiva per gli investitori.

Dove si può trovare capitale di rischio per finanziare la crescita?
Le imprese possono raccogliere capitale di rischio in due modi principali:

  1. Mercati pubblici (Borsa): l’azienda si quota in Borsa e raccoglie fondi dagli investitori. Questo richiede trasparenza e rispetto di regole rigide, ma offre grande flessibilità.
  2. Mercati privati (Private Equity): un fondo di investimento entra nel capitale dell’impresa, diventando socio di maggioranza o minoranza. Questa strada è più rapida e personalizzabile, ma implica la cessione di parte della governance aziendale.

Quali requisiti deve avere un’impresa per attrarre investitori?
Più che requisiti formali, un’azienda deve essere attrattiva in termini di creazione di valore. Gli investitori vogliono vedere un’impresa che sa misurare il proprio valore attuale con metodi di valutazione di mercato; ha una chiara strategia di crescita e creazione di valore nei prossimi cinque anni, con piani realistici e sostenibili.

Qual è il vero cambio di mentalità che serve alle imprese oggi?
Le aziende devono adottare una mentalità orientata alla creazione e misurazione del valore, non solo alla crescita dei ricavi. Oggi non basta più esportare da un unico Paese: servono presenza locale in più mercati, investimenti in innovazione e acquisizioni strategiche.

L’epoca della crescita solo con il debito bancario è finita. Per competere, serve più capitale di rischio. Gli investitori ci sono, ma spesso le imprese non sono pronte ad accoglierli. Cambiare prospettiva significa rafforzare la solidità aziendale, ridurre i rischi per le famiglie imprenditoriali e convogliare il risparmio verso lo sviluppo delle imprese, invece che solo verso il debito pubblico.

In questo percorso, gli advisor finanziari giocano un ruolo chiave: aiutano le aziende a misurare il proprio valore, a costruire strategie di crescita sostenibili e a individuare gli investitori giusti.

In conclusione, il futuro delle imprese passa dalla capacità di attrarre capitale di rischio, misurare il proprio valore e sviluppare strategie di crescita sostenibili. Chi saprà adottare questa mentalità sarà pronto a competere nel mercato globale di domani.

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19 Febbraio 2025